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SETTORE CULTURA, TEMPO LIBERO E SPORT
SEDE: Palazzo Comunale
RESPONSABILE: Dott.sa Lelli Fabrizia
Email:lelli@comune.gambettola.fc.it
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MONUMENTI
Gambettola non possiede testimonianze rilevanti del proprio passato: le costruzioni più antiche hanno subìto, a causa dei bombardamenti dell'ultima guerra, danni talmente rilevanti da consigliarne l'abbattimento o, nella migliore delle ipotesi, una ricostruzione pressoché completa.
Gli edifici di una certa rilevanza si contano, oggi, sulle dita di una mano.
Chiesa di S.Egidio Abate
La Chiesa Parrocchiale, che anticamente si chiamava "Sant'Egidio del Bosco", è situata in Piazza Cavour, quella che un tempo veniva indicata come "piazza di sopra" per distinguerla dalla "piazza di sotto" dove si trovava (e si trova tuttora) il palazzo comunale. In effetti la Chiesa ed il Municipio delimitavano grosso modo, a sud e a nord, il centro storico della cittadina.
La costruzione originaria della Chiesa risale al XVI secolo, ma ha subìto, nel corso del tempo, consistenti modifiche. La più rilevante delle quali, databile alla metà del XIX secolo, ha addirittura cambiato l'orientamento dell'edificio che era originariamente rivolto a sud, verso il torrente Rigossa, mentre oggi guarda ad est, affacciandosi sul corso principale del paese.
Durante la II Guerra Mondiale subì gravi danni e, nell'immediato dopoguerra, fu sottoposta ad impegnativi restauri. L'interno è formato da una navata e da due transetti, da un soffitto a cassettoni e da una cupola costruita ex novo nel dopoguerra.
Al centro, dietro l'altare, è posto un grande quadro in ceramica, opera dell'artista Malmerendi di Cesena, che raffigura S.Egidio Abate.
Da segnalare, inoltre, la pregevole Via Crucis, opera in ceramica di Giuliano Severi, artista gambettolese trapiantato a Sassuolo.
Di fianco alla chiesa sorge il Monumento ai Caduti, costruito nel 1927.
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Palazzo Comunale
Fu costruito nel 1913 nella "piazza di sotto" del paese, l'attuale Piazza II Risorgimento. Sostituì il vecchio palazzo municipale, molto più piccolo, che sorgeva nel medesimo luogo e che fu abbattuto per lasciar posto alla nuova costruzione.
L'edificio, a due piani, ospita vari uffici comunali oltre al vecchio Teatrino Comunale, che ne occupa un'intera ala. Fino ai primi anni Cinquanta ha ospitato piccoli concerti, recite e feste danzanti che coinvolgevano tutto il paese; oggi è completamente in disuso.
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Ex Casa del Fascio
Costruita negli anni '30, si affaccia su Corso Mazzini. Fu adibita, come tutte le costruzioni consimili, alle attività politiche, sociali e ricreative delle varie organizzazioni fasciste. Nel dopoguerra, e fino alla fine degli anni Ottanta, il piano terra è stato utilizzato come sede di uffici pubblici; al piano superiore, invece, si tenevano le riunioni del Consiglio Comunale. Attualmente l'edificio è in fase di avanzata ristrutturazione e, una volta ultimato, ospiterà la Biblioteca Comunale ed un Centro Culturale Polivalente.
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Osteria di Budrio (ex stazione di posta)
Non è nota l'epoca di erezione di questo possente edificio che si trova sulla Via Emilia, al limite meridionale del territorio comunale, in località Budrio. Già nel sec. XV le fonti tramandano l'esistenza a Budrio di un'osteria, da identificare con l'edificio in argomento, legata a numerosi episodi cruenti (uccisioni, impiccagioni, rapine). In epoca più tarda si registra la presenza di controlli di Guardie Pontificie e di una stazione di posta per il cambio dei cavalli, la cui funzione, ovviamente, si confonde con quella di osteria.
Nel 1829 l'"Osteria di Budrio" esisteva ancora e probabilmente solo alla fine del secolo scorso l'edificio perdette la sua originaria funzione e fu adibito ad usi diversi.
Il palazzo, recentemente ristrutturato ad opera di privati, si presenta a pianta rettangolare e a due piani. La facciata è in stile neoclassico.
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Villa di Bulgaria
Posta al limitare del territorio comunale, in località Bulgaria, fu definita "Il Parnaso" da Antonio Baldini e "porto di pace e sicuro sollievo" da Augusto Campana. La costruzione, databile al sec. XVIII, consta di due piani e di una facciata neoclassica rinnovata nel 1927. Appartenne originariamente alla Famiglia dei Conti Masini di Cesena e, successivamente, alla Famiglia Pecci di Verucchio.
Oltre ai citati Baldini e Campana, la Villa accolse, in tempi relativamente recenti, altri noti scrittori quali Marino Moretti e Cesare Angelini, ed il pittore Amerigo Bartoli.
E’ stata recentemente ristrutturata, ad opera di privati, e riportata all’antico splendore.
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Monumento allo straccivendolo
Lo straccivendolo (in dialetto "e strazèr") è stato il protagonista indiscusso dello sviluppo economico gambettolese del secondo dopoguerra. Coloro che, per scampare alla miseria - a partire dalla fine dell'Ottocento e per tutta la prima metà del XX secolo - in sella alle loro sgangherate biciclette raccoglievano stracci, pelli di coniglio e vecchi arnesi, si trasformarono in moderni imprenditori del settore della rottamazione e costituirono il vero e proprio volano per la rinascita economica della cittadina.
L'idea di costruire un monumento allo "strazèr de Bosch" fu lanciata nel 1978, ma trovò la sua pratica realizzazione solo dieci anni dopo. L'opera, inaugurata il 3 settembre del 1989, è stata realizzata dallo scultore cesenate Tito Neri, prima su creta, poi fusa nel bronzo. E' alta 2 metri e 8 centimetri e pesa 245 chilogrammi. E' posta lungo Corso Mazzini, in un piccolo giardinetto che collega il Corso principale del paese con il parcheggio di Piazza Foro Boario.
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